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Il Disinganno di Francesco Queirolo

Una rete scolpita nel marmo.

La storia di oggi ci porta a Napoli. Una meravigliosa cittร  che oltre alla sua bellezza a tutti nota รจ ricca di sculture interessanti. La Bottega infatti oggi vi mostra come l'ingegno e la caparbietรฒ dell'uomo superi anche la pietra piu dura: il marmo. Incredibile pensare alle mille forme che puรฒ assumere un singolo blocco di marmo quando รจ affidato alle mani abili del suo scultore. La capacitร  di trasformare un materiale cosรฌ difficile da lavorare in qualcosa di cosรฌ leggero, quasi impalpabile, non finirร  mai di stupire. Spesso gli scultori sceglievano soggetti parecchio difficili per le loro opere, per mettere alla prova il proprio talento: i soggetti variano da quelli anatomici, ai tessuti e, come nel caso de il Disinganno puรฒ trattarsi di una rete scolpita nel marmo.


La straordinaria maestria di Francesco Queirolo sta proprio nel rendere tangibile nelle sue opere in marmo questo senso di leggerezza. Sculture perfette e delicate, con una cura nei dettagli incredibile. Nel Disinganno i dettagli dei nodi hanno contribuito a rendere famosa lโ€™opera e, nei secoli, a stupire gli osservatori di passaggio di tutto il mondo. Si tratta della rappresentazione allegorica della liberazione degli uomini dal peccato (simboleggiato dalla rete) per mezzo dellโ€™intelletto (simboleggiato invece dallโ€™angelo). Pare che Queirolo impiegรฒ sette anni per realizzare la rete, senza lโ€™aiuto di nessun assistente. Ne รจ valsa la pena? Per noi รจ un sรฌ. Scopriamo insieme la storia di questo capolavoro custodito nel cuore di Napoli.



Il capolavoro del Queirolo รจ senza dubbio il Disinganno, opera dedicata da Raimondo di Sangro al padre Antonio, duca di Torremaggiore. Dopo la prematura morte della moglie, Antonio si diede a unโ€™esistenza avventurosa e disordinata, affidando il figlio alle cure del nonno Paolo. โ€œAsservito โ€“ come ricorda la lapide dedicatoria โ€“ alle giovanili brameโ€, il duca viaggiรฒ per tutta Europa, ma in vecchiaia, ormai stanco e pentito degli errori commessi, tornรฒ a Napoli, ove trascorse gli ultimi anni nella quiete della vita sacerdotale.Il gruppo scultoreo descrive un uomo che si libera dal peccato, rappresentato dalla rete nella quale lโ€™artista genovese trasfuse tutta la sua straordinaria abilitร . Un genietto alato, che reca in fronte una piccola fiamma, simbolo dellโ€™umano intelletto, aiuta lโ€™uomo a divincolarsi dalle maglie intricate, mentre indica il globo terrestre ai suoi piedi, simbolo delle passioni mondane; al globo รจ appoggiato un libro aperto, la Bibbia, testo sacro ma anche una delle tre โ€œgrandi luciโ€ della Massoneria. Il bassorilievo sul basamento, con lโ€™episodio di Gesรน che dona la vista al cieco, accompagna e rafforza il significato dellโ€™allegoria.Nellโ€™Istoria dello Studio di Napoli (1753-54) Giangiuseppe Origlia definisce a ragione questa statua โ€œlโ€™ultima pruova ardita, a cui puรฒ la scultura in marmo azzardarsiโ€: il riferimento รจ ovviamente alla virtuosistica esecuzione della rete, che lasciรฒ sgomenti celebri viaggiatori sette-ottocenteschi e continua a stupire i turisti odierni.



A tal proposito, si tramanda che โ€“ come era giร  avvenuto al Queirolo anni prima nella realizzazione di unโ€™altra statua โ€“ lo scultore dovette personalmente passare a pomice la scultura poichรฉ gli artigiani dellโ€™epoca, specializzati proprio nella fase di finitura, si rifiutarono di toccare la delicatissima rete per paura di vedersela frantumare sotto le mani.Il Disinganno, come attesta ancora lโ€™Origlia, รจ unโ€™opera โ€œtutta dโ€™invenzione del Principe, e nel suo genere totalmente nuovaโ€, non ritrovandosene altra simile nรฉ tra gli antichi nรฉ tra i moderni. Tale monumento ha, non a caso, una simbologia ricca e complessa. Il richiamo al contrasto tra luce e tenebre, evocato dallโ€™allegoria principale nonchรฉ dal bassorilievo (con la frase โ€œQui non vident videantโ€) e dai passi biblici incisi nel libro aperto, appare un chiaro riferimento alle iniziazioni massoniche, in cui lโ€™iniziando entrava ritualmente bendato per poi aprire gli occhi alla nuova luce della Veritร  custodita dalla Loggia. Bellissima la dedica composta da Raimondo, in cui la vita del padre viene posta a immortale esempio della โ€œfragilitร  umana, cui non รจ concesso avere grandi virtรน senza viziโ€.




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